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venerdì 11 aprile 2008

Bertinotti in diretta su EcoTv: chiusura della campagna elettorale

Berti-notte
Conversazione nei pressi del buio (elettorale)
Venerdì 11 aprile EcoTv - Ore 23.15
e in diretta audio peer to peer su http://www.sinistrarcobaleno.it/

Venerdì 11 aprile, alle ore 23.15, in diretta dal caffè Neuv Caval’d Brôns in Torino, Fausto Bertinotti converserà, a 45 minuti dalla chiusura ufficiale della campagna elettorale, con le ragazze e i ragazzi dei BePartisan che lo hanno accompagnato per tutta la campagna elettorale, curandone la comunicazione.
Per l’occasione, è stata aperta la casella e-mail bertinotte@sinistrarcobaleno.it dove inviare le ultime domande prima del voto. Ti chiediamo di inviare mail brevi, e di profilo notturno.

Non sono ammesse domande su:
la relazione con il PD e il PDL
la modifica delle schede elettorali
i pomodori democratici
la fine dell’Alitalia
gli inciuci, le grosse coalizioni e il rapporto deficit/Pil
la pressione fiscale

Sono assolutamente ammessi i seguenti argomenti:
i sogni e gli incubi
il futuro, i desideri, le emozioni, il cambiamento
la memoria e il racconto
la partecipazione, la trasparenza, le nuove generazioni
gli entusiasmi e le delusioni
le diavolerie informatiche, i pesci inesorabili e l’arcobaleno


(da www.sinistrarcobaleno.it)


giovedì 10 aprile 2008

Volantino Del Voto Utile

Spetta te decidere da che parte stare

Scarica il volantino del VotoUtile

SANGUINETI un voto utile è per la Sinistra l'Arcobaleno

«Deprimente», questa campagna elettorale, «infelice». Colpa, secondo Edoardo Sanguineti, poeta militante genovese, di un «meccanismo elettorale veramente impossibile, dal punto di vista tecnico ed etico, dell’impossibilità di scegliere: si vota in maniera cieca per strutture poco affidabili nel loro insieme e gerarchizzate al massimo».

Firmando l’appello per il nuovo soggetto della sinistra, tuttavia, lei ha voluto confermare la «scelta di parte» che ha contraddistinto la sua vita.

"Dove si fa appello alla coscienza di classe, si insiste sulla contrapposizione tra sfruttatori e sfruttati, lì mi sembra la sola posizione credibile, dotata di una capacità d’ascolto. Quella firma è la speranza di dare un voto utile, anche rispetto ad altre sigle che si tirano fuori dalle lusinghe del Pd. Il mondo è popolato da una massa di sfruttati proletari che però hanno perso fiducia o coscienza della loro collocazione di classe, vivono in una posizione depressa, dominata dalla precarietà. Sembrerà strano, ma credo che bisogna procedere nella realtà dell’esperienza con molto realismo. E il realismo dice che l’ottimo è irrealizzabile. Così, licenziata ogni utopia, nessuna immaginazione al potere, il potere, dunque, è il massimo del realismo. Ho in mente la posizione di Marx, ancora molto attuale: l’utopia funziona finché lo sviluppo delle forze produttive non può ancora manifestarsi nella forma pratico concreta. Il problema all’ordine del giorno è la coscienza di classe."


Perché ritiene infelice il clima che precede queste elezioni?

"C’era molta speranza, dopo 5 anni di Berlusconi, e non si è realizzata. La coalizione, eccessivamente composita che sosteneva Prodi, non poteva reggere a lungo, né fare qualcosa per quelle aspettative di cambiamento."


Il nuovo soggetto unitario sarà solo un cartello elettorale?


"Vorrei molto che non lo fosse. Mi auguro che getti le basi per una sinistra significativa per qualità e quantità, che quindi possa pesare e che mantenga fede a questo orientamento di classe.Ormai tutti coloro che lavorano, anche chi passa le sue ore al computer, in banca o nei call center vivono uno sfruttamento economico e psicofisico sentendosi facilmente sostituibili da qualcuno che è ancor più disperato."



(da Liberazione del 6 aprile)

domenica 6 aprile 2008

Bertinotti e “l’imbroglio” del voto utile al Pd

Continua la guerra delle cifre. I sondaggi impazzano. Secondo alcuni Berlusconi ha una corazzata imbattibile, vincerebbe anche in Russia, alle presidenziali contro Putin. Altri sono possibilisti, Veltroni è indietro ma il vantaggio si assottiglia sempre più. Si lamentano i partitini, che stando sotto l’uno per cento, spesso e volentieri vengono inseriti in quella “odiosa” voce: altri. Si lamentano perché vorrebbero che perfino i sondaggi rispettassero la par condicio, “dobbiamo essere citati anche noi”, chiedono ad un seccato Renato Mannheimer, che già ha il suo bel da fare con gli ospiti di Vespa. Proprio di questo si è lamentato nella puntata di ieri il sondaggista di ‘Porta a Porta’, alla quale ha partecipato anche il candidato premier della Sinistra – Arcobaleno, Fausto Bertinotti. Tutto questo discutere su cifre verosimili, alla fine, qualcosa di concludente lo ha portato. Ieri è passato un messaggio ben preciso: che , a prescindere dai sondaggi, l’unico modo per togliere i senatori al Pdl di Berlusconi è votare al Senato per la Sinistra Arcobaleno, come ha precisato lo stesso Bertinotti. Il superamento della soglia dell’otto per cento su base regionale, consentirebbe alla Sinistra di conquistare seggi al Senato, ma il dato, quello importante, che ciascun elettore con il cuore a sinistra dovrebbe tenere presente, è che i seggi tolti al Cavaliere, potrebbero rendere impossibile la vittoria al Senato della coalizione delle destre con la Lega. Dunque, come sostiene lo stesso Bertinotti “l'appello al 'voto utile' al Pd per arginare la destra è un imbroglio”. “Noi abbiamo rispettato la scelta del Pd di andare da solo – ricorda Bertinotti - ma allora il confronto sia sui programmi e non un tentativo distorto di annientare la sinistra”. Ribadendo che "il vero voto utile è un voto per la Sinistra Arcobaleno: un voto per la sinistra - ha sottolineato - sarebbe in grado anche, successivamente, di condizionare le scelte del Pd e spostarne il baricentro più a sinistra”.
Facciamo un esempio chiaro ed esplicativo: l’Emilia Romagna. Se la Sinistra – Arcobaleno resterà sotto la soglia dell’8 per cento, Pdl più Lega Nord conquisteranno nove senatori. Ma se, invece, si superasse la soglia di sbarramento dell’8 per cento, i seggi per il centrodestra sarebbero sette, due in meno. Persino l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche, non certo vicino alla sinistra, dice chiaramente che la formazione di Fausto Bertinotti potrebbe superare lo sbarramento necessario per entrare a palazzo Madama, proprio in Emilia Romagna. E i seggi non li sottrarrebbe al Pd, che avrebbe il premio di maggioranza regionale, ma, appunto, al Pdl.

Francesco Mancuso

LA SCUOLA NON E’ UN’AZIENDA!

Siamo nel vivo della campagna elettorale e tra Veltroni e Berlusconi è cominciata l’escalation a chi la spara più grossa: basta, tuttavia, leggere con un minimo di attenzione i programmi per vedere che in verità c’è una vera e propria gara tra pd e pdl a chi è più di destra,per scoprire, con grande sorpresa, che in materia di pubblica istruzione Veltroni batte Berlusconi.

Nel programma del Pd i punti sulla scuola sono tanto chiari quanto limpidi sono gli intenti: semplicemente vogliono trasformare la nostra scuola in un’azienda, a partire dalla necessità di avere “dirigenti scolastici con capacità manageriali” per continuare con l’introduzione della “flessibilità nella gestione degli organici” (sic!). Il tema delicatissimo della didattica è, poi, liquidato sparando un generico; “c’è bisogno di più ore di matematica”! Nessun accenno alla necessità di aumentare i finanziamenti per la scuola pubblica, mentre si peritano nel sciorinare un linguaggio allusivo che equipara la scuola pubblica e quella privata. Un vero è proprio insulto a tutte quelle famiglie italiane che non riescono a mandare i propri figli a scuola perché troppe sono le spese da sostenere, tra libri di testo, iscrizione, mensa, mezzi di trasporto, etc. Tutte spese che, come cita la nostra Costituzione, dovrebbero essere a carico dello stato. Così come non dovrebbero esserlo i finanziamenti alle scuole private!
Caro Veltroni, sei davvero troppo lontano dalle esigenze della scuola italiana e dagli studenti che la abitano, ti consigliamo vivamente di trovare il tempo tra i tuoi voli pindarici di farti qualche giro nelle nostre scuole e capire di cosa c’è bisogno! Magari scopriresti cosa fa l’Italia vera!
Le nostre sono scuole fatiscenti, dove mancano insegnanti, laboratori, banchi, sedie e spesso non sono neppure a norma!Con insegnanti che passano una vita da precari, cambiando classe di mese in mese. Questa è la vera Italia, l’Italia che spende per la scuola solo il 4,7 per cento del PIL, contro il 6,1 della media europea, con un tasso di dispersione scolastica che vede il Belpaese fanalino di coda dell’Europa (21,9% in Italia a fronte del 10 % in media dell’Unione europea).Tutto questo succede qui, nella settima potenza economica del pianeta per PIL nominale: Le risorse ci sono, basterebbe solo redistribuirle! Perché il signor Veltroni, anziché progettare nuovi regali alle scuole private e alle aziende, non si ricorda delle condizioni in cui versano le nostre scuole?

Lucia Ioime
Resp Naz. Scuola Fgci